venerdì 24 ottobre 2014 | 23:20

Il caso

Carburanti più cari e autogrill più vecchi d'Italia
I gestori accusano l'Anas: «A3 penalizzata»

La denuncia dei benzinai: la differenza rispetto alle tratte gestite dalla Società Autostrade si aggira attorno a 5 millesimi a litro e gli impianti richiederebbero interventi di manutenzione straordinaria. Sotto accusa le concessioni, scadute nel 2001 e prorogate di anno in anno: «Così non si può programmare alcun investimento»
Carburanti più cari e autogrill più vecchi d'Italia
I gestori accusano l'Anas: «A3 penalizzata»

 

COSENZA - I carburanti sulla Salerno-Reggio Calabria costano di più che sul resto della rete autostradale. Il perchè è presto detto. I 480 km “maledetti” sono ancora gestiti direttamente dall’Anas e non da Società Autostrade. Questa applica tutta una scontistica sul prezzo dei carburanti che l’Anas non ha inteso invece attuare. Quindi se proprio dovete fare il pieno è meglio arrivare prima a Salerno. La differenza di prezzo, se proprio vogliamo quantificarla, dovrebbe mediamente aggirarsi attorno ai 5 millesimi al litro.

Ma non è solo questa la causa che sta creando una crisi nel settore. Dario Russo gestisce il punto di rifornimento di Tarsia. Insieme ad altri colleghi si sta organizzando per fare il punto sulla situazione della categoria che non è certo rosea.

Russo dice che fino a cinque anni fa movimentava qualcosa come dodici milioni di litri di carburante. Oggi ne vende circa cinque milioni l’anno. Facendo i calcoli da casalinga si tratta di una contrazione del mercato di circa il 50% in cinque anni. Il motivo non è soltanto l’aumento sconsiderato del prezzo dei carburanti, ma anche la notevole diminuzione dei flussi di traffico.

Soprattutto il famoso esodo estivo ormai si riduce dall’ultima settimana di luglio alla prima domenica vicina a Ferragosto. I dati sul turismo parlano chiaro e dipingono la stagione calabrese come la più breve d’Italia. «Quest’anno per la prima volta prenderò le vacanze il 19 agosto - ci dice sorridente Russo - una cosa impensabile fino a qualche anno fa. Io sono sempre andato in vacanza ad ottobre».

La gente si muove di meno per la crisi? Questo in parte è vero, ma è altrettanto vero che la pessima fama dell’A3 ha creato di fatto un nuovo mercato, quello dei traghetti che partono da Napoli o da Civitavecchia e arrivano direttamente in Sicilia bypassando completamente l’autostrada. Un mercato che è stato anche stimolato dal Governo che aveva interesse ad incentivare le famose autostrade del mare.

Il risultato finale di questa situazione è che fino a qualche anno fa quasi tutti i gestori degli impianti autostradali assumevano da luglio a settembre lavoratori stagionali. Oggi la situazione è diametralmente opposta. In molti hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, qualcuno sta pensando a tagli dolorosi, altri ad una riduzione delle ore di lavoro.

La tendenza più complessiva, poi, è quella di automatizzare i distributori proprio per evitare il costo del personale attraverso i self-service. I gestori lamentano anche un’eccessiva apertura di stazioni di servizio che hanno parcellizzato l’offerta e non permettono più le economie di scala che derivavano dalla vendita di grossi volumi. Anche questo, insomma, è un settore in crisi.

Ma il rifornimento è solo un aspetto dell’autogrill, l’altro è quello della ricezione. Anche qui sulla Salerno-Reggio Calabria siamo messi male. Quando fu fatta l’autostrada l’Eni, azienda di Stato, si mise d’accordo con l’Alemagna, azienda di Stato. Ad una il carburante; all’altra la ristorazione. Poi Alemagna divenne privata, l’Eni passò a società per azioni e si doveva aprire alla concorrenza. Si doveva perchè sull’A3 le concessioni sono scadute nell’ormai lontano 2001. Come avviene spesso in Italia sono rinnovate di anno in anno. Ma i concessionari non hanno alcuna intenzione di effettuare lavori straordinari su impianti che non sanno fin quando potranno gestire. Così l’ultimo autogrill ammodernato è proprio di fronte a noi, i lavori sono stati effettuati quindici anni fa, prima della scadenza delle convenzioni. Tutti gli altri non vengono minimamente toccati da lavori almeno da quindici anni e nessuno, a parte i gestori, sembrano interessati alla cosa.

L’unica manovra che i gestori hanno potuto fare è inserire, di fianco all’autogrill, gli angoli del buongustaio in nome dei prodotti tipici del posto. Così se proprio il “Camogli” non riuscite a digerirlo potete dirottare su un panino con schiacciata calabrese. Ma i gestori sognano di recuperare le perdite sui carburanti proprio dalla ricezione, trasformando le stazioni di servizio in piccoli drugstore. Utopia?

 

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