giovedì 23 ottobre 2014 | 21:55

Fisco

In quattro mesi scoperti 17 milioni di ricavi non dichiarati

I controlli della Guardia di Finanza di Cosenza hanno permesso di ricostruire l'omesso versamento di imposte per 4 milioni. Tra i casi riscontrati, una Srl completamente sconosciuta al fisco
In quattro mesi scoperti 17 milioni di ricavi non dichiarati

Controlli della Guardia di Finanza

COSENZA - Circa 17 milioni di euro di ricavi non dichiarati, con conseguente omesso versamento di imposte per 4 milioni di euro scoperti dalla Guardia di Finanza di Cosenza nei primi quattro mesi del 2012. È questo il «tesoro occultato» da 30 evasori, quasi tutti accomunati dalla caratteristica di non aver presentato per almeno un’annualità d’imposta la dichiarazione dei redditi e quindi risultati evasori totali. Tra i casi scoperti dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, c'è quello di una società a responsabilità limitata, attiva nel campo delle costruzioni edilizie risultata totalmente sconosciuta al fisco per non aver presentato le dichiarazioni dei redditi negli ultimi cinque anni, con sede originariamente in Valle d’Aosta ma successivamente spostata prima a Castrovillari ed, infine, in un piccolo centro dell’alto ionio cosentino. Quello del sistematico cambio di sede, è uno degli escamotage maggiormente utilizzati da quegli imprenditori che vogliono tenere gli «occhi del fisco» il più lontano possibile dalle loro attività. Ed infatti, anche in questo caso, le Fiamme Gialle sin dall’avvio del controllo fiscale, si sono immediatamente rese conto di essere al cospetto di una rilevante evasione fiscale.

Le operazioni di «ricerca documentale», eseguite all’interno degli uffici e delle sedi operative di pertinenza del soggetto ispezionato, hanno consentito di accertare che gli amministratori avevano «fatto a meno» dell’intera contabilità per impedire l’acquisizione e l'esame di tutti i libri, registri e documentazione fiscale, la cui tenuta è obbligatoria per legge. Tale espediente tuttavia è risultato vano in quanto dall’incrocio di tutti gli elementi rilevabili dalla consultazione delle banche dati, dalla documentazione commerciale rinvenuta e dalla documentazione extracontabile comunque presente, si è riusciti a ricostruire l'intero volume di affari non dichiarato al fine di evitare il versamento delle relative imposte per oltre 1,4 milioni di euro. C'è pure la società con sede sul versante tirrenico, che nell’ultimo quinquennio non ha dichiarato alcun reddito d’impresa occultando ricavi per 1,5 milioni di euro. All’avvio dei controlli sono emerse divergenze contabili, pari a circa mezzo milione di euro, tra i documenti regolarmente registrati presso l’Agenzia delle Entrate e quanto rinvenuto tra le scritture private della s.r.l. e le copie di assegni bancari. Gli accertamenti hanno consentito di appurare che i soci, simulando una cessione di quote a favore di nuovi membri, hanno tentato di camuffare la vendita di un terreno agricolo di circa quattro ettari divenuto edificabile. Comportamento definito dalle norme tributarie come elusivo in quanto finalizzato ad ottenere un indebito risparmio di imposta mediante un diverso inquadramento giuridico della reale operazione commerciale posta in essere.

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