Pedofilia on line: operazione della polizia postale di Reggio, due arresti
In manette sono finite due persone dell'Emilia Romagna e della Basilicata colte in flagranza di reato. Effettuate 34 perquisizioni in 10 regioni d'Italia. Sequestrati 2 siti web
Pedofilia on line: operazione della polizia postale di Reggio, due arresti 02/07/2009 Un’operazione della Polizia Postale di Reggio Calabria ha portato all’arresto di 2 persone in Emilia Romagna e Basilicata, 34 perquisizioni eseguite in 10 regioni italiane ( Calabria, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Campania, Toscana, Marche, Campobasso) e al sequestro di 2 siti web, a contenuto pedo-pornografico, allocati su server tedeschi, gestiti da due italiani. I due arresti sono stati eseguiti in flagranza di reato a seguito delle perquisizioni in quanto le immediate attività di analisi effettuate sul posto hanno permesso di accertare la detenzione di migliaia di files di natura pedo-pornografica. L'attività investigativa svolta dalla Polizia postale - spiegano gli inquirenti – nasce da attività d’iniziativa e dalla collaborazione internazionale tra le forze di polizia in tema di pedofilia on line, resa ancora più efficace, grazie all’impegno di molti stati di contrastare il fenomeno. In particolare, 8 degli attuali indagati italiani sono stati individuati nell’ambito della collaborazione con i paralleli organismi investigativi tedeschi, austriaci ed americani, specificamente, con il SAFE Team (una task force di investigatori e procuratori americani, di cui fa parte anche l'FBI), che collabora attivamente per la repressione di tale turpe fenomeno. I restanti 25 indagati, sono stati individuati grazie all’attività di monitoraggio della rete Internet da parte degli specialisti della polizia postale calabrese che, operando sotto copertura, attraverso canali «Chat» e «File sharing», hanno individuato una rete di pedofili dediti alla cessione e scambio di materiale di genere vietato ed all’adescamento di minori. È questo il caso di un indagato di Reggio Calabria il quale, utilizzando il nick «sweetgirl», facendosi credere una donna, adescava dei ragazzi in chat e li induceva a commettere atti sessuali in cam. È stato un agente sottocopertura, che si fingeva di 13 anni, ad aver preso contatti con «sweetgirl», la quale, dopo un breve periodo di conversazioni, mostrava le vere intenzioni.

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