Muratore materano residente in Emilia Romagna
litiga con il genero e lo accoltella
Muratore materano residente in Emilia Romagna 
litiga con il genero e lo accoltella 06/08/2010
di ROSSELLA MONTEMURRO

E' FINITO in manette, martedì pomeriggio, con le accuse di tentato omicidio, lesioni aggravate e porto d'arma atta ad offendere, il cinquantottenne materano Vito Labriola residente a Cannucceto.
Alla base del litigio sfociato nell'accoltellamento del genero trentanovenne Michelangelo Olivieri, originario di Taormina, secondo la ricostruzione degli agenti della Squadra Mobile, sembrerebbe ci sia la consegna di alcuni materiali.
Olivieri si era fatto garante per il suocero di una fornitura di materiale nei confronti di un terzo imprenditore. Non ricevendo la consegna nei tempi pattuiti, l'imprenditore si era rivolto ad un legale. Da qui la rabbia del muratore materano che, martedì, a bordo di un'auto, a Villalta ha inseguito il furgone guidato da Olivieri. Quest'ultimo, per fortuna, era in compagnia di un operaio iracheno ventiquattrenne che è riuscito ad evitare il peggio. In un parcheggio nei pressi di un bar Labriola ha costretto il trentanovenne a scendere dal mezzo e si è scagliato contro di lui colpendolo più volte con un coltellino. Alcuni fendenti sono stati inferti al torace. L'iracheno, che ha immediatamente soccorso l'uomo cercando di allontanare l'aggressore con un badile, è stato raggiunto, di striscio, da alcune coltellate.
Il suo intervento è stato provvidenziale in quanto Labriola stava tentando di colpire Olivieri con un piccone.
Intanto, un testimone all'interno del bar ha chiamato il 113.
Olivieri è stato trasportato in ambulanza all'ospedale Bufalini di Cesena. Per le ferite riportate (ha una prognosi di 22 giorni) è stata necessario un intervento chirurgico al costato e quaranta punti di sutura.
Gli agenti del posto estivo di Polizia di Cesenatico, guidati da Stefano Santandrea, hanno individuato Labriola nella sua abitazione fermandolo con l'accusa di lesioni aggravate. In tasca aveva ancora il coltello a serramanico usato per l'aggressione.
Ora il cinquantottenne materano si trova in carcere a Forlì a disposizione del pm Fazio Di Vizio. Venticinque anni fa Labriola era stato denunciato per violenza privata.


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